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Nuove soluzioni da smartphone per l’accessibilità a Google dei disabili

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Hai mai pensato a quanto sia difficile per un soggetto non vedente utilizzare il cellulare? Ti sei mai chiesto come sia possibile che nel 21esimo secolo internet non sia accessibile a tutti. Prova a fare un piccolo esperimento. Chiudi gli occhi e scrivi “ciao” al tuo migliore amico/a sulla chat di messaggistica che utilizzi di solito. Scommetto che avrai difficoltà anche a trovare l’app, giusto? Sperimenta un’altra esperienza: tappati le orecchie e prova ad ascoltare la recensione della nuova tv che tanto t’interessa. Impossibile vero? Queste sono le difficoltà quotidiane con il quale i disabili si devono scontrare ogni giorno, perdendo spudoratamente la battaglia. Così Googleha deciso di dotare smartphone e tablet di sistemi intelligenti per raggirare il problema e rendere le piccole attività quotidiane accessibili a tutti, anche ai disabili. 

Tutti hanno diritto all’accessibilità

Poter usufruire di un servizio come Googlenon deve essere un problema. Tutti hanno diritto all’accessibilità, non va dimenticato. I soggetti con difficoltà non vanno lasciati solo con sé stessi, ma aiutati a vivere nel modo più sereno possibile. Questo argomento tanto discusso nel settore ha riscosso successo. Da poco la campionessa paraolimpica di slalom gigante Genevieve Pedrini, ipovedente dalla nascita, oltre ad essere una bravissima violoncellista si è laureata in musicologia con una tesi incentrata proprio sull’accessibilità. La giovane donna ha dimostrato che grazie alle nuove tecnologiee alla possibilità di utilizzare in autonomia alcuni dispositivi, è riuscita a fare cose impensabili come camminare per strade sconosciute da sola, navigare in internet dal proprio smartphoneleggere lo schermo del pc. Purtroppo però ad oggi le aziende che sviluppano supporti per l’accessibilità dai disabili sono ancora poche, e le tecnologie ancora troppo cariche di criticità.

Google e l’accessibilità ai disabili

Visto l’aumentare dei disabili e l’elevata richiesta di dispositivi per rendere lo smartphone completamene accessibile ai disabili, Google ha pensato di sviluppare diverse tecnologie sfruttando il sistema Android su smartphone e tabletper la creazione di dispositivi eccezionalmente intuitivi. Ciò vuol dire che per navigare in internet non ci sarà più bisogno di utilizzare gli occhi, o delle orecchie per ascoltare un video su YouTube. L’innovazione metterà a servizio dei disabili dispositivi per consentire il massimo dell’accessibilità a cifre contenute, così da non diventare strumenti per pochi eletti. 

Ciò che Google propone al mondo sono delle soluzioni per raggirare gli ostacoli dei soggetti disabili nell’utilizzo di dispositivi Android. 

Come dichiarato da Brian Kemler, il responsabile della suite “Accessibilità di Google”, siamo entrando nell’Era dell’oro, quel periodo in cui i progressi dell’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico possono essere uniti e utilizzati su dispostivi che prima potevano permettersi solo le grandi aziende.

Smartphone Google accessibile ai disabili 

Questi dispositivi contenenti suite per l’accessibilità allosmartphone dei disabilinon saranno prettamente riservati ai soggetti con difficoltà fisiche, ma in generale possono essere utilizzati da tutti.

Una delle novità è Live Caption, annunciata durante l’ultimo Google I/O, un’app per sottotitolare in modo automatico qualsiasi contenuto multimediale riprodotto sullo smartphone, così da consentirei ai soggetti con problemi di udito di poter ascoltare un video o un qualsiasi contenuto. Attualmente è disponibile solo in inglese e sui nuovi Pixel 4, ma conta a breve una distribuzione globale in diverse lingue. 

Tra le novità c’è TalkBack, capace di leggere velocemente le attività del dispositivo ideale per gli ipovedenti, ma utilizzabile ad esempio anche durante la guida dell’auto da un qualsiasi soggetto normodotato. Questa suite permette d’interfacciarsi con lo schermo senza toccarlo con le mani, ottimo se queste sono occupate oppure sporche. Basti pensare a quante volte squilla il telefono mentre cuciamo, sportcando inevitabilmente lo smartphone per rispondere. 

Questo fenomeno è definito “crub cut effect”, ovvero quella situazione in cui un servizio o dispositivo viene realizzato per una categoria specifica di riferimento, ma si rivela essere utile a tutti. 

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