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Nuoto per la terza età: i benefici

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

A prescindere dal tipo di allenamento che si segue, muoversi regolarmente fa benissimo a tutte le età. Nello specifico il nuoto è uno degli sport migliori che si può praticare superati i sessant’anni. I movimenti armonici di tutti gli arti, l’ambiente acquatico che riduce al minimo gli effetti della gravità ed il beneficio che genera l’acqua sul corpo, porta questo sport sul podio delle attività consigliate in terza età. 

Nuoto ed evidenze scientifiche in terza età

Secondo uno studio effettuato presso l’Università della California del sud, chi pratica nuoto ha un rischio di morte prematura inferiore al 50% rispetto a chi pratica corsa, camminata o non segue nessuna attività fisica. Lo studio che ha avuto una durata di 32 anni ha interessato circa 40 mila persone con un’età compresa tra i 20 e i 90 anni, soggetti praticanti tutti attività fisiche differenti. Questo perché il nuoto è una disciplina che agisce sia fisicamente migliorando la forma, sia mentalmente inducendo un maggior benessere dell’organismo. 

In particolare viene consigliato in terza età perché:

-       È a basso impatto sulle articolazioni e non le affatica, a differenza ad esempio della corsa o del camminare che causa problemi cronici agli arti inferiori e nei soggetti affetti da artrite non può essere praticato;

-       La spinta di galleggiamento rende in acqua movimenti normalmente impossibili, andando incontro a tutti i soggetti con mobilità ridotta, motivando e spronando chi di solito non riesce ad avere movimenti ampi delle estremità;

-       Coordinando il movimento articolare con la respirazione apporta benefici all’apparato respiratorio e cardiovascolar

-       L’acqua esercita una pressione costante su tutto il corpo massaggiando la pelle e riattivando la corretta microcircolazione dei tessuti;

La scuola di medicina di Harvard ha confermato che nuotare regolarmente per almeno 30/45 minuti favorisce l’aumento della frequenza cardiaca, riducendo il rischio di infarto ed ictus. 

Nei soggetti di età compresa tra i 60 e i 70 si verifica un fenomeno chiamato sarcopenia, in pratica con il passare degli anni e l’invecchiamento, la funzionalità muscolare ed i tessuti regrediscono fino ad atrofizzarsi. Per contrastare il problema gli scienziati consigliano di svolgere attività fisiche definite di resistenza e contrasto. Il nuoto rientra proprio tra queste attività, grazie al contrasto che si genera del corpo contro l’acqua e la resistenza che sviluppano i muscoli muovendosi in modo sincrono. 

Le regole per approcciarsi al nuoto

Gli anziani che vogliono approcciarsi al nuoto devono farlo seguendo delle regole importanti quali:

-       Eseguire periodicamente dei controlli medici;

-       Seguire un piano alimentare corretto, ricco di frutta e verdura, limitando i cibi spazzatura (dieta mediterranee);

-       Fare sport con regolarità, almeno tre volte a settimana con allenamento di 45/60 minuti;

-       Dormire a sufficienza.

Essere affetti da patologie non vieta di praticare attività sportiva. Infatti è stato ampiamente dimostrato che i soggetti con malattie diffuse come il diabete, l’ipertensione, disturbi metabolici dei grassi, cardiopatie (alcune), malattie respiratorie (alcune), osteoartrosi, osteoporosi e depressione, traggono vantaggi importantissimi dallo sport. 

In particolare i soggetti della terza età affetti da depressione dovuta a mancanza di stimoli, noia, depressione per lutto o solitudine, praticando il nuoto stimolano il cervello a nuove avventure, conoscere persone ed avere un impegno settimanale che li farà sentire attivi nella vita quotidiana e nel sociale. 

Il nuoto per chi non sa nuotare

Anche chi non sa nuotare può praticare questo sport così da beneficiare di tutti gli aspetti positivi. Sono molte le piscine che propongono ginnastica dolce in acqua bassa, in vasche dove si tocca, permettendo così di poter camminare in acqua aggiungendo diversi movimenti per le braccia e le gambe, allenando tutta la muscolatura. Per far si che si generi il galleggiamento ed una diminuzione del peso in acqua, questa deve arrivare almeno fino a torace. Inoltre le piscine mettono a disposizione dei salvagenti molto comodi e poco ingombranti con cui fare attività riducendo il rischio di scivolamenti e cadute. 

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