La nuova tecnologia per il controllo del diabete
Grazie alla nuova tecnologia gestire il diabete oggi è più semplice rispetto a dieci anni fa. Con il passare degli anni i pazienti diabetici sono in netto aumento e sempre più persone necessitano di misurare in modo discreto e continuativo i livelli di glucosio nel sangue. Per venire incontro a questa esigenza, gli scienziati hanno lavorato su due tipologie di dispositivi che si possono adoperare per tenere sott’occhio gli zuccheri. Vediamo quali sono le opzioni e come utilizzarle.
Le due tecnologie: Wearlbes e CGM
La misurazione della glicemia ematica ad oggi viene effettuata con la classica pennetta dotata di ago. Dopo aver punto il dito e fatto fuoriuscire la gocciolina di sangue, questa viene colloca su una cartina che posta all’interno di un misuratore, effettuerà la valutazione dello zucchero presente nel sangue. Tale metodo richiede quindi un kit composto da diversi pezzi e la necessità di acquistare di volta in volta sia gli aghi per la puntura, che le cartine. Una misurazione non solo economicamente non conveniente, ma anche difficile da gestire se si è in pubblico oppure per i soggetti giovani.
Ad oggi la scienza per il controllo del diabete ci propone due soluzioni alternative: i dispositivi indossabili o chiamati in inglese Wearlber e quelli impiantabili, i CGM, acronimo che sta per Continuous Glucose Monitoring (monitoraggio continuo del glucosio). La scienza nel campo nel diabete ha fatto tantissimi passi avanti, rendendo così la vita più semplice a quella categoria di pazienti diabetici giovani o giovanissimi che passano molto tempo fuori casa (o non sono capaci di effettuare le misurazioni in modo autonomo) e cercavano metodi per il controllo della glicemia poco invadenti e discreti.
I CGM
I dispositivi impiantabili sono sicuramente quelli più rivoluzionari. Il primo è stato utilizzato in Italia nel 2019. Si tratta d’impianti che si possono ingerire o collocare sotto pelle, capaci di misurare i valori di glicemia nel sangue in modo autonomo, senza dover ricorrere alla classica puntura sul polpastrello e l’uso di strisce di misurazione. I CGM vanno a rilevare il glucosio presente nel liquido interstiziale. Alcuni impianti sono anche dotati di algoritmi predittivi, che previo periodo di studio sul soggetto, sono capaci di avvisare e prevedere possibili ipo o iper glicemie. Il vantaggio dei sistemi a monitoraggio continuo del glucosio sta, oltre che nella facilità di misurazione e discrezione, nel poter adattare la terapia farmacologica in base alle esigenze.
Un CGM impiantabile funzionante con tecnologia a fluorescenza si compone di:
- Sensore posso sotto la pelle;
- Trasmettitore (il cervello dell’impianto);
- Ricevitore (applicazione per smartphone).
È possibile impostare il controllo ogni tot di minuti. Tutte le registrazioni verranno salvare in automatico sul dispositivo mobile del paziente. Ovviamente c’è anche la possibilità di far partire la misurazione quando si vuole. Nei modelli più recenti l’applicazione può essere condivisa anche con il medico curante.
Il sensore, così come il trasmettitore, vanno sostituiti a secondo delle indicazioni delle casa produttrice. Basti pensare che nel 2019 il dispositivo andava sostituito dopo 7/10 giorni, oggi alcuni modelli durano fino a 180 giorni.
I Wearlbes
I dispositivi indossabili sono per la maggior parte ancora in fase di studio e sperimentazione. Un’azienda di San Francisco nel 2018 ha proposto e poi introdotto sul mercato dei calzini dotati di sensori a pressione e sensibili al calore, capaci di analizzare l’irrorazione del sangue e quindi dedurre la quantità di glucosio nel sangue. Questo perché i pazienti affetti da diabete sia di tipo 1 che di tipo 2 soffrono molto spesso di piedi gonfi, ulcere e infezioni, problema molto comune che nei casi gravi causa l’amputazione. In via ancora sperimentale ci sono le lenti a contatto che calcolano la glicemia attraverso le lacrime basali. Due sono le tipologie: lenti impiantabili chirurgicamente e quelle “giornaliere” come le comuni lenti a contatto. Sia le lenti a contatto che i calzini sono anch’essi collegati ad un’applicazione per smarphone.
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