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La disabilità intellettiva, scopriamone di più

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

La disabilità intellettiva in ambito clinico, scientifico e sociosanitaria ha sostituito il termine “ritardo mentale”. Nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, viene definita come “disturbo con esordio nel periodo dello sviluppo che comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo negli ambiti concettuali, sociali e pratici. È stato sdoganato il termine ritardo poiché implicava una funzionalità neurologica sviluppata ma rallentata, cosa che invece non accade ed ora scopriamo il perché.

Classificazione della disabilità intellettiva

Quando si fa riferimento alla disabilità intellettiva ci si approccia ai disturbi dello sviluppo neurologico che appaiono nell’età evolutiva, ovvero dalla nascita fino ai diciotto anni. Da un punto di vista diagnostico, per categorizzare il disturbo si fa riferimento al QI, ovvero il quoziente intellettivo.

In condizioni normali questo parametro è maggiore a 70, per i soggetti con disabilità varia tra 20 e 70, classificando la disabilità in:

- Lieve: da 50/55 a 70;

- Moderata: da 35/40 a 50/55;

- Grave: da 20/25 a 35/40;

- Estrema: minore di 20/25.

Per ogni livello vanno valutati tre domini su cui il cervello opera: concettuale, sociale e pratico.  Nel dominio concettuale rientra leggere, scrivere, ragionare, ricordare e apprendere. Nel dominio sociale c’è la capacità di relazionarsi, comunicare, fare amicizia e simili. Il dominio pratico riguarda la gestione di tutta la sfera personale come gestire il denaro, la propria igiene e svolgere attività nel tempo libero. 

La disabilità intellettiva di grado lieve è quella più comune, con circa l’83/85% dei soggetti. Nei bambini non appare subito, ma emerge più tardi, potendo distinguere i sintomi solo negli anni della scuola primaria. I bambini di questa categoria sviluppano il dominio sociale e concettuale, con compromissione minima dell’area senso-motorie. In età adulta solitamente acquisiscono capacità sociali ed occupazionali adeguate per raggiungere un livello minimo di autosostentamento.

Il grado moderato è composto dal 10/14% dei pazienti. I bambini di questa categoria non arrivano a raggiungere un’intelligenza operatoria concreta e avranno bisogno di aiuto durante l’adolescenza poiché non sapranno riconoscere le convezioni sociali e quindi avere difficoltà di relazione.

La disabilità intellettiva di grado grave coinvolge solo il 3% dei soggetti, i quali possono raggiungere un livello minimo di linguaggio e imparare le attività elementari di cura della persona, ma non beneficiando delle materie scolastiche. Da adulti possono svolgere compiti semplici ma sempre sotto controllo.

Nell’ultimo gruppo troviamo l’1/2% dei pazienti che, con un ritardo mentale estremo, hanno un’importante compromissione del sistema senso-motorio, limitazione nella comunicazione con uso di simboli e gesti e non parole.

 

Quali sono le cause?

Le cause riconosciute della disabilità intellettive sono poche, poiché per il 30/50% dei pazienti non può essere determinata una chiara etiologia. Le cause possono essere legate a fattori parentali, perinatali e post-parto. 

Nel primo gruppo rientrano tutte quelle alterazioni dello sviluppo embrionale come le alterazioni cromosomiche, l’uso di alcool o droghe, disturbi metabolici, il virus dell’HIV o il virus Zika. Tra le cause perinatali abbiamo il parto prematuro o le complicazioni durante il parto come le emorragie del sistema nervoso centrale, la gravidanza multipla, il parto distocico, l’asfissia o la placenta previa. 

Nel post-parto troviamo la malnutrizione, la deprivazione ambientale, ovvero la mancanza di stimoli nell’ambiente sia di tipo fisico che emotivo e cognitivo, traumi fisici, malattie infettive come meningiti o intossicazioni croniche.  

Diagnosticare la disabilità intellettiva

Secondo una statistica, i soggetti maschi hanno una maggior probabilità di essere colpiti da un ritardo mentale. La diagnosi di solito è più veloce nei pazienti con un grado da moderato ad estremo, mentre per la disabilità di grado lieve è più difficile diagnosticarla quando il bambino è molto piccolo. Con l’accesso alla scuola primaria sono proprio le maestre a notare delle difficoltà e a comunicarlo alla famiglia. Si procederà l’aiuto del team medico ad effettuare diversi test per verificare il QI del bambino ed i tre dominio di cui abbiamo parlato prima. 

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