Exposanità 2022: quali sono le novità?
Dall’11 al 13 maggio si è tenuto presso il quartiere fieristico di Bologna l’Exposanità 2022, evento che lancia sul mercato le innovazioni in fatto di strumenti e ausili per l’assistenza alla salute e alle disabilità. La vetrina a 360 gradi sull’argomento, ha proposto sia miglioramenti delle strumentazioni già esistenti, sia innovazioni uniche che rendono la vita di un disabile e di chi lo assiste più semplice. Con una nuova riforma sanitaria alle porte ed un potenziamento della rete di assistenza a cui abbiamo assistito durante e dopo il Covid 19, l’Exposanità 2022 ha proposto un programma scientifico ricco di iniziative speciali, approfondimenti e workshop per tutto il personale sanitario operante non solo nel settore pubblico ma anche privato, con un occhio di riguardo per gli operatori di RSA, RSSA e case di riposo.
Le tematiche dell’Exposanità 2022
Il convegno è stato aperto facendo un resoconto della situazione sanitaria dopo la pandemia. Il covid ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, non solo pubblico ma anche il privato. In vista delle difficoltà emerse con il sovraccarico importante che gli ospedali hanno subito, una riforma nel settore è essenziale per poter affrontare eventuali difficoltà future con meno problematiche e una maggior prontezza.
Residenza e non autosufficienza
Tra le tematiche affrontate alla fiera sulla sanità di quest’anno, quella più discussa è l’invecchiamento della popolazione che aumenta sempre di più con il passare degli anni e il cronicizzarsi delle malattie, seguita dalla necessità della digitalizzazione dei servizi.
Con l’aumentare dell’utenza fragile ed il crescente numero di soggetti in terza età non autosufficienti, il programma scientifico ha visto il 13 maggio un confronto tra residenzialità e non autosufficienza, in cui è intervenuto anche il Ministro della Salute Roberto Speranza, in tema di riforma dei servizi presentate da parte delle professioni e associazioni che si occupano della gestione della non autosufficienza.
La digitalizzazione delle informazioni
La digitalizzazione è stata al centro del programma per tutti e tre i giorni, in cui si sono affrontati i temi della telemedicina ed il rafforzamento della rete ospedale-territorio, delle tecnologie adoperate per sostenere soggetti fragili e lo svecchiamento della sanità italiana con focus sul passaggio al digitale. Considerando che molti ospedali sul territorio nazionale non sono collegati tra loro e/o tra tutti i centri medici pubblici, i pazienti sono ancora costretti a dover utilizzare il cartaceo, con le conseguenze che porta, tra cui il principale problema della perdita dei documenti e la mancata comunicazione in rete. Il convengo con nome “PNRR e sanità digitale, Le best practice delle Regioni per la gestione della cronicità”, ha visto proprio la digitalizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari dei singoli territori e la comunicazione tra di essi, in particolare riguardo la cronicità. Basti pensare a quante persone di una regione si spostano in un’altra per trattare una malattia cronica e alla praticità che potrebbe portare la comunicazione tra territori diversi.
Il giorno successivo si è anche affrontata la tematica del Fascicolo Sanitari Elettronico. Ad oggi lo scenario è ancora in fase di transizione. Non tutte le ASL permettono di caricare i dati online nel Fasciolo Personale. Pensando alla situazione vaccinazione COVID, in cui molte persone residenti in una regione per questioni lavorative hanno dovuto vaccinarsi in un'altra, si sono verificate diverse problematiche di comunicazione tra le ASL creando non poche difficoltà agli utenti.
Sostenibilità all’EXposanità 2022
Anche l’argomento della sostenibilità è stato oggetti di confronto quest’anno. L’idea è quella di “ospedali verdi”, strutture autosufficienti capaci di alimentarsi in modo autonomo con particolare attenzione all’edilizia di tipo sostenibile. Basti pensare al costo dell’energia per il riscaldamento dell’ospedale, agli sprechi dovuti a strutture spesso fatiscenti, vecchie in cui non viene fatta una corretta manodopera degli impianti e degli infissi. L’idea è quella di creare delle attestazioni di sostenibilità, attribuendo ad ogni ospedale un bollino verde che garantisce il giusto impatto sull’ambiente.
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