Eutanasia: referendum da 1,2 milioni di firme

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News Data:
Eutanasia: referendum da 1,2 milioni di firme

Il referendum per l’eutanasia legale ha raggiunto la quota di 1,2 milioni di firme raccolte in poco tempo (tre mesi), ed è stata consegnata lo scorso 8 ottobre in Cassazione, potendo così finalmente riaprire un capitolo della legislazione italiana tanto atteso. L’obiettivo iniziale era di cinquecento mila firme, ma tra quelle caracee e la firma digitale online il referendum ha fatto la storia, raggiungendo cifre che nessuno si aspettava, così come ha annunciato da Filomena Gallo, Sottosegretario dell’associazione Luca Coscioni. Questo referendum ad oggi è l’unica speranza che il popolo italiano ha per poter affermare dopo tanto tempo il principio di autodeterminazione della persona, al fine di poter garantire la possibilità di decidere sulla propria vita. 

Cosa chiede il referendum? 

Il referendum per l’eutanasia legale chiede l’abrogazione parziale della norma del codice penale che non consente appunto l’eutanasia. Infatti nel nostro paese l’omicidio del consenziente è un reato speciale nato proprio per punire chi attua l’eutanasia. Qualora il referendum venisse approvato, in Italia l’eutanasia attiva sarà permessa nelle forme previste dalla legge. La Corte Costituzionale, con la sentenza del 2019 per il caso Cappato Dj- Fabo ha creato un precedente, dichiarando che non è possibile punire che aiuta a togliersi la vita, purché siano rispettate determinati condizioni quali:

-       Il paziente deve essere affetto da una malattia irreversibile;

-       Il paziente deve essere pienamente in grado di esprimere la sua volontà.

Resta punita l’eutanasia effettuata su soggetti incapaci d’intendere e volere o contro soggetti il cui consenso è stato estorto con minacce, violenza o su pazienti minorenni.

Com’è oggi la situazione sull’eutanasia legale

Dalla sentenza Cappato Dj-Fabo nel 2019 non ci sono stati cambiamenti, anche se si è venuto a creare un precedente. Ad oggi infatti l’ordinamento vieta l’eutanasia sia nella versione diretta che indiretta. Le differenze stanno nel modo in cui viene somministrato il farmaco eutanasico:

-       Nell’eutanasia diretta è il medico che somministra il farmaco al soggetto che lo richiede;

-       Nell’eutanasia indiretta è stesso il soggetto agente che prepara il farmaco e lo assume in modo autonomo.

Entrambe le tipologie ad oggi sono punite, la prima per omicidio consenziente, articolo 579 del codice penale, la seconda dall’articolo 580 per istigazione e aiuto al suicidio. 

L’unica forma di eutanasia oggi penalmente lecita è quella passiva, praticata in forma omissiva. Ovvero il medico si astiene dall’intervenire per mantenere in vita il paziente, ed ha solo scopo d’interrompete le cure per evitare l’accanimento terapeutico.

 

L’eutanasia legale, un passo avanti

Il successo del referendum è stato possibile anche grazie alla nuova legge di luglio 2021che consente la raccolta firme anche in forma digitale. L’associazione Luca Coscioni tramite l’apertura della piattaforma ha permesso di raccogliere le firme di chi non poteva recarsi fisicamente di persona. Oggi in Spagna, Belgio, Olanda e Canada l’eutanasia è legale e completamente depenalizzata, sempre a condizione che il paziente abbia un ruolo attivo nel somministrarsi il farmaco eutanasico. Sempre più Italiani affrontano l’ultimo viaggio diretto in questi paesi proprio per mettere fine in modo consenziente e coscienze alle sofferenze di malattie irreversibili. 

 

Cosa accadrà ora?

Grazie alla raccolta fine che ha superato la quota 500 mila, è prevista entro metà gennaio il giudizio di ammissibilità alla Corte Costituzionale. In primavera 2022, fra il 15 aprile ed il 15 giugno circa, tutto il popolo italiano sarà chiamato alla votazione vera e propria del referendum. Finalmente sarà possibile non dover subire una sofferenza contro la propria volontà, decidendo autonomamente su come affrontare la vita. 

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