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Diagnosticare precocemente la SLA con un test salivare

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Ottime notizie arrivano nel settore diagnostico per una delle malattie più temute e degenerative, la SLA. Dal laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica della Fondazione Don Gnocchi è stato messo a punto un nuovo metodo per diagnosticare anticipatamente la Sla. Con un semplice campione di saliva sarà possibile diagnosticare velocemente ma soprattutto precocemente la patologia, così da poter battere sul tempo in sintomi e rallentare il decorso di una malattia che porta alla progressiva e inesorabile paralisi dei muscoli di tutto il corpo.

 

L’esame diagnostico con la saliva per la SLA 

Tutto italiano è il nuovissimo studio circa la diagnosi della Sla in soggetti ancora non gravi effettuata presso il Don Gnocchi. Il ricercatore Cristiano Carlomagno in collaborazione con l’IRCCS Istituto Auxologico ed ideato e coordinato con il laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica, guidato da Marzia Bedoni, in collaborazione con l’Unità di Riabilitazione Intensiva Polmonare dell’istituto, hanno messo a punto un esame di laboratorio che permette di effettuare una diagnosi veloce e certa della patologia. La Sla è una malattia degenerativa che causa la progressiva paralisi della muscolatura. Ad oggi non esiste un esame di laboratorio che ne permette la diagnosi, è possibile scoprire il problema solo andando per esclusione attraverso risonanze ed elettromiografie. Questo vuol dire imbarcarsi in un percorso diagnostico che può durare anche un anno, causando un aggravamento dei sintomi e spesso l’impossibilità nel rientrare ai trial clinici.

In questo progetto i ricercatori hanno decido di utilizzare in ambito biologico delle piattaforme ed esami che di solito si usano per la scienza dei materiali e nella fisica. 

La saliva prelevata viene sottoposta a spettroscopia Raman, ovvero passata alla luce laser per studiarne la composizione chimica. La scelta di prelevare la saliva deriva sia dalla difficoltà che alcuni pazienti hanno nel prelievo di sangue sia per la necessità di un campione biologico. La saliva ha circa 2500 proteine in comune con quelle presenti nel plasma. Inoltre prendere un po’ di saliva richiede pochissimo tempo, è indolore e non crea alcun problema al soggetto. 

Come funziona il test salivare per la Sla?

Dopo aver prelevato la saliva del paziente, dopo un’operazione preliminare, viene messa su un vetrino ricoperta di alluminio e sottoposta a spettroscopia. Il risultato sarà una sorta di firma digitale, unica per ognuno di noi, di cui si possono osservare tutti i legami molecolari. Il risultato viene poi messo a confronto con soggetti a cui è stata diagnosticata la Sla di recente e persone sane. Si è visto che esistevano differenze statisticamente significative in questi soggetti malati a cui è stata fatta una diagnosi nei sei mesi di probabile Sla. Guardando quindi la “firma salivare” è possibile distinguere dei picchi tipici dei soggetti malati, che si differenziano anche tra pazienti con malattie degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer. Ciò ha aperto la porta anche alla diagnosi precoce di queste due patologie 

 

Il fine ultimo dello studio qual è?

L’obiettivo finale dei ricercatori è di creare uno strumento reale ed in uso in tutti i reparti, che permette di effettuare una diagnosi veloce ed immediata nei soggetti che presentano sintomatologia, senza dover intraprendere il cammino dell’esclusione. Si spera di poter effettuare ad una classificazione dei diversi pazienti in base alla tipologia di Sla.

Questo passo in avanti della scienza potrebbe cambiare il modo di diagnosticare diverse patologie, semplicemente catalogando i biomarcatori precoci che si presentano nella saliva dei soggetti malati.

La diagnosi precoce permetterebbe al soggetto di migliorare la qualità della vita nel lungo periodo, diminuendo la sintomatologia e allontanando per quanto possibile la paralisi muscolare. Ad oggi non esiste la cura per la Sla, per questo è fondamentale giocare in anticipo e battere sul tempo la degenerazione della patologia, rallentando il decorso dei sintomi. 

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