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Decreto Cura Italia: gli aiuti per i disabili

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Con l’approvazione del Decreto Cura Italia, sono state emanate tutta una serie di misure per stare vicino e sostenere i disabili e le famiglie che se ne prendono cura. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2020, vede l’introduzione di congedi parentali extra, la riapertura dei centri diurni, la facoltà di avvalersi del lavoro agile e tanto altro. Vediamo insieme nel dettaglio tutti i punti toccati. 

Permessi legge 104 e congedi parentali 

Uno dei punti trattati dal Decreto Cura Italia per i disabili è l’aumento dei permessi per chi usufruisce della legge 104. Per tutto giugno sarà ancora possibile usufruire dei permessi aggiuntivi previsti per il mese di marzo e aprile. In totale sono usufruibili altri 12 giorni supplementari rispetto a quelli soliti che ricordiamo sono tre al mese, quindi un totale di 15 per il mese di giugno. Anche ai congedi parentali per Covid vi è una novità, introdotta nell’articolo 23 del Decreto. I nuovi congedi parentali Covid infatti risultano essere retribuiti al 50% per i lavoratori del settore privato, autonomi o quelli inscritti alla gestione separata. Per i dipendenti pubblici invece sono stati aggiunti altri 15 giorni, arrivando ad un totale di 30 giorni fruibili fino alla fine di luglio 2020. 

L’articolo 77: quarantena e malattia per disabili 

Nell’articolo 77 del Decreto viene allungata al 31 luglio 2020 la possibilità per i lavori dipendenti pubblici e privati che sono in possesso del riconoscimento di disabilità grave (legge 104), o che sono in “condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita”, l’equiparazione dei giorni di assenza dal servizio a quelli del ricovero ospedaliero. Nella precedente versione del decreto, il termine era fissato al 30 aprile, poi è stato prorogato fino al 31 luglio. 

Bonus baby-sitter

Per i genitori che si occupano di un bambino disabile, è stata messo a disposizione un bonus consistente che permette di poter assistere sia a casa che in centri specializzati un figlio portatore di handicap grave. Inizialmente il contributo economico era di 600€, portato successivamente a 1200 euro complessivi nel Decreto rilancio. Possono accedere a questo bonus: 

  • I lavoratori iscritti alla gestione separata;
  • I dipendenti autonomi iscritti all’INPS;
  • I dipendenti autonomi iscritti alle Casse di Previdenza;
  • Tutti i dipendenti pubblici, tranne quelli che lavorano nel settore sanitario, sicurezza, soccorso pubblico e difesa per l’emergenza COVID-19;

Per quest’ultima categoria, il compenso passa dai 1000 euro ai 2000 euro. La richiesta va effettuata tramite domanda all’INPS usufruendo dei canali telematici. 

Il bonus babysitter per i figli disabili è una soluzione alternativa al congedo retribuito e non spetta se l’altro genitore è disoccupato o destinatario di sostegno al reddito. 

L’assegno d’invalidità può essere accumulato con i bonus?

Molti utenti si sono chiesti se i vari bonus e i diversi assegni di assistenza economici erogati per aiutare in questo periodo di Covid-19 fossero compatibili con la ricezione dell’assegno di invalidità. La risposta è sì. Nell’articolo 78 del decreto Cura Italia si afferma che l’assegno ordinario di invalidità è cumulabile con i diversi sussidi previsti per tutti i lavori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi. Può essere abbinato anche ai bonus per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS, a quelli stagionali nel settore turismo, ai lavoratori agricoli, lavoratori dello spettacolo ed in fine può essere abbinato a tutte le misure economiche di sostegno erogate dal fondo per il reddito di ultima istanza, sia per i lavoratori autonomi che dipendenti. 

REM e disabili o familiari affetti da disabilità 

Il REM o reddito di emergenza è il nuovo meccanismo economico di sostegno per i nuclei familiari che necessitano di aiuto. Viene erogato in due rate, ognuna parte da un minimo di 400 euro fino ad un massimo di 840€ ciascuna per i nuclei familiari con a carico i disabili gravi o non autosufficienti. Il REM spetta a:

  • Famiglie con ISEE minore di 15 mila euro;
  • Soggetti residenti in Italia;
  • Reddito familiare minore di 840 euro al mese per i soggetti con handicap grave;
  • Patrimonio mobiliare non superiore a 10 mila euro, con aggiunta di 5 mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, per un massimo di 20 mila euro, con aggiunta di altri 5 mila euro in causo di soggetti con handicap grave.

La domanda va presentata entro la fine del mese di giugno all’INPS tramite il portale dell’istituzione. 

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