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Cannabis terapeutica: si o no per i malati cronici o terminali?

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Da anni si dibatte sull’utilizzo della cannabis terapeutica. Mentre i paesi dell’Unione Europea hanno approvato l’uso della canapa, in Italia ci sono stati diversi scontri tra gli studi che ne provano l’efficacia e lo Stato. Fortunatamente si è giunti ad una conclusione, e negli ultimi anni diversi sono stati i malati cronici o terminali che beneficiano delle innumerevoli proprietà benefiche. Scopriamo insieme chi può usare la Cannabis terapeutica, come richiederla e per quali malattie è consigliata.

 

Cos’è la Cannabis e quali sono le molecole interessate

La Cannabis Sativa, conosciuta anche con il termine Canapa, è una pianta nata in Asia Centrale. È caratterizzata da foglie grandi a cinque punte e dalle cui infiorescenze di ottiene la marijuana, una droga composta da un mix di molecole che agiscono sul sistema nervoso centrale è periferico. Due sono le principali molecole a cui s’imputano questi effetti:

-       THC: tetraidrocannabiolo;

-       CBD: cannabidiolo.

Il THC è quello che si utilizza per ottenere l’effetto farmacologico, mentre il CBD possiamo dire che “tampona” gli effetti del primo. Affinché abbiano un riscontro positivo di tipo terapeutico è fondamentale dosarli. Le principali azioni sono di tipo analgesico e rilassante. Questa trattamento di tipo complementare, può aiutare e ridurre i sintomi o le reazioni che seguono particolari terapie, come quelle antitumorali, contrastando i classici effetti collaterali come nausea e vomito. 

Quando parliamo di Cannabis terapeutica si fa riferimento alla “Cannabis FM-2”, un composto che contiene THC dal 5 all’8% e CBD dal 7,5 al 12%. Negli ultimi anni in Italia alcune farmacie hanno poi iniziato a produrre formulazioni con concentrazioni di THC che raggiungono una concentrazione fino al 19%, a secondo della patologia da trattare.  

Quali patologie possono essere trattare con la Cannabis?

L’uso legale di Cannabis a scopo farmacologico è consentito per diverse patologie:

  • Sclerosi multipla;
  • Lesioni del midollo spinale;
  • Fibromialgia;
  • Chemioterapia, radioterapia e terapie HIV;
  • Glaucoma;
  • Sindrome di Gilles de la Tourette.

In linea generale si può ricorrere alla Cannabis per alleviare tutti quei dolori, che possono essere di derivazione oncologica oppure no, disturbi cronici derivanti da patologie che causano spasmi involontari dei muscoli, per ridurre gli effetti collaterali delle chemio o per tutte quelle malattie reumatodiche come artriti oppure osteoartrosi. Anche le neuropatie rientrano nella categoria e i pazienti affetti da AIDS. 

La somministrazione della cannabis può avvenire per via orale, utilizzando decotti o l’olio, oppure per via inalatoria, con l’uso di vaporizzatori appositi. È il medico che sceglie il dosaggio, così come la quantità di acqua e il modo di preparare il decotto. 

 

Chi prescrive la Cannabis terapeutica

L’uso di Cannabis per trattare le patologie sopra citate può essere prescritta solo dai medici ospedalieri dei reparti di anestesia, oncologia, neurologia, malattie infettive, reumatologia, radioterapia, psichiatria e chi tratta cure palliative e lavora nei centri di terapia del dolore.  La prescrizione avrà una durata di sei mesi che può essere rinnovata. La prima prescrizione avverrà in ospedale con consegna di una ricetta rossa, non ripetibile dal medico di famiglia. Il trattamento può essere rimborsato, come precisato dal DM 9/11/2015, per tutte le patologie per le quali il trattamento è riconosciuto. Attenzione però poiché alcune regioni possono legiferare in modo autonomo sulle patologie che rientrano nel rimborso, i formulati e anche la modalità di prescrizione. 

Cannabis terapeutica e malati oncologici

È ancora poco utilizzata la cannabis terapeutica come cura palliativa nei confronti dei pazienti malati di cancro. L’uso maggiore è dedicato all’inibizione della nausea e del vomito causati dalla chemioterapia e per tenere sotto controllo il dolore causato dal tumore. È particolarmente utile l’uso dei cannabinoidi per stimolare l’appetito e ridurre il deperimento, in particolare in quei soggetti terminali. Secondo recentissimi studi effettuati sugli animali, i cannabinoidi inducono la morte delle cellule tumorali e riducono la possibilità del tumore di crescere ed estendersi. 

In conclusione

Gli studi scientifici hanno ormai dimostrato abbondantemente come la Cannabis ad uso terapeutico è un ottimo aiuto per tutti quei soggetti affetti da patologie degenerative o per i malati terminali. Assumendo correttamente il prodotto, previa prescrizione medica, gli effetti collaterali sono nettamente inferiori rispetto ai benefici. 

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