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Anziani: è giusto non farli uscire per rischio Covid?

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Secondo dei recenti studi sul Covid 2019, i soggetti maggiormente a rischio, ovvero quelli che potrebbero essere più soggetti a fragilità sono le persone anziani, in particolare tra i 70 e i 90 anni d’età. L’OMS infatti, in questo particolare periodo, ha consigliato a tutti i soggetti che rientrano in quella fascia di età, e soggetti malati cronici, di evitare di uscire di casa, o quanto meno ridurne la frequenza, in particolare per quei posti dove c’è aggregazione, anche tra anziani stessi. Pur colpendo soggetti di ogni età, l’infezione da Covid ha effetti più severi sugli anziani. Scopriamo insieme chi sono i cosiddetti anziani fragili e come comportanti nei confronti di queste persone. 

L’anziano fragile: chi è?

Quando nelle raccomandazioni dell’OMS si parla di “anziano fragile” si fa riferimento a quei soggetti che potrebbero soccombere, causa patologie pregresse, all’infezione da Covid. In tal caso il virus potrebbe provocare, in percentuale maggiore rispetto agli altri infett,i disabilità, aggravamento delle condizioni di salute e morte. Questa categoria di soggetti ha giocato un ruolo cruciale nella scelta delle decisioni difficili e restrizioni prese da parte del governo da marzo ad oggi. Più cresce il numero di contagiati, minori sono i posti letto negli ospedali disponibili, e maggiori il rischio di non poter ricorrere al ricovero ospedaliero o al pronto intervento. Inoltre, quando la situazione è divenuta critica, si è pensato di fare una scelta, prestando soccorso solo a chi aveva maggiori possibilità di sopravvivere. Proprio per questo, si consiglia e si è consigliato agli anziani fragili di ridurre il rischio di esposizione al Covid 19 stando a casa, limitando gli spostamenti e i contatti umani. 

Anziani e case di riposo

La situazione nelle case di riposo è in netto peggioramento. Se negli ospedali i ricoveri di persone fragili aumentano sempre di più, nelle case per anziani è un momento di difficoltà. Infatti sul territorio nazionale sono sempre di più i focolai in queste strutture. Chi soggiorna nelle RSA sono soggetti principalmente molto fragili, che fanno parte di una popolazione ad alto rischio. Per questo motivo si è deciso di limitare il passaggio di personale e di parenti nelle strutture. Chi assiste gli anziani nelle RSA sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione, evitando, per quanto possibile, il rientro a casa, allungando i tempi di lavoro e facendo lo smonto direttamente in struttura. Dagli ultimissimi dpcm, proprio questo aspetto è stato preso in considerazione. Non sarà infatti più permesso andare a trovare i parenti, se non previa prenotazione telefonica e all’aria aperta quando possibile.

Anziani, Covid ed effetto psicosociale 

La pandemia ha sicuramente aggravato la fragilità psicosociale degli anziani. la solitudine infatti, è una delle peggiori conseguenze di questo stile di vita che mira ad isolare le persone anziane o malate. Tale situazione causa sia un vero e proprio problema di gestione della vita, dalle faccende domestiche alla preparazione dei pasti, ma lede anche a livello psicologico, riducendo al minimo i contatti giornalieri, che aiutano tantissimo nella vita dell’individuo. Il passeggiare in una mattina assolata, quattro chiacchiere scambiate nei centri ricreativi, il poter vedere i nipoti o i figli nei momenti di svago, aiuta a tenere la mente lucida e a coltivare i rapporti sociali, fondamentali in tutti quei soggetti che ormai non hanno più impegni fissi. La mancanza di esercizio fisico, la limitazione della socialità, e la solitudine presso le proprie case potrebbe avere effetti decisamente pesanti.

Come comportarsi con gli anziani?

Analizzata la situazione è sicuramente consigliato ridurre i contatti del soggetto anziano con persone sconosciute. Premessa fatta, ci sono delle valide alternative che si possono attuare. Ad esempio è possibile fare una passeggiata nel primissimo pomeriggio, in particolare se c’è sole, in un luogo un po’ più appartato della città. In quella fascia oraria ci sono sempre meno persone per strada. È consigliato che sia sempre la stessa persona che vada a casa per rifornire la spesa o effettuare le faccende domestiche. Nel caso ciò non fosse possibile poiché è proprio l’anziano a fare gli acquisti, il consiglio è quello di approfittare delle prime ore di apertura dei supermercati o nella fascia pomeridiana subito dopo pranzo. Inoltre va incentivato l’uso della tecnologia. Si può sfruttare il tablet o il cellulare per fare videochiamate con la famiglia e sentirsi così meno soli ed abbandonati.  

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