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Affrontare la disabilità di un figlio

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Per quanto amore si possa donare, non è si è mai completamente pronti ad affrontare la disabilità di un figlio. Oltre a stravolgere la propria vita, la disabilità sconvolge il sistema di rappresentazione ideale del figlio tanto voluto. Il ruolo di genitore classico viene meno e compaiono sentimenti di dolore e tristezza, quasi senso di colpa ed un enorme vuoto ricco di paura e sconforto. Tali emozioni sono normalissime, bisogna avere tanta forza per affrontare la disabilità di un figlio. Fortunatamente oggi diverse sono le associazioni sul territorio che aiutano i genitori ad affrontare la disabilità del proprio figlio. Inoltre un approccio psicologico può migliorare la situazione e creare quel senso di accettazione che permette bambino di vivere la propria vita al meglio. 

Primo passo: elaborare ed abbandonare l’idea del bambino perfetto

Ogni genitore lascia in eredità ai propri figli un pezzo di sé, il patrimonio genetico. Si vorrebbe sempre il meglio per la propria progenie, una vita piena, sana e sicuramente migliore della propria. Quando si decide di avere un figlio si pensa e s’immagina un bambino perfetto. Le disabilità però non è per niente perfetta. Anzi, i bambini con disabilità possono manifestare problemi a livello cognitivo, difficoltà o limitazione nel movimento, nella parola o nell’udito. Alcune disabilità invece influiscono sulla capacità di socializzare o possono manifestarsi con malformazioni fisiche. La categoria delle disabilità inoltre può essere presente fin dalla nascita oppure arrivare in seguito a traumi o malattie. Anche se sono situazione diverse, tutte rendono la situazione “non perfetta”. Per questo la famiglia deve come prima cosa affrontare un lutto, quello del bambino ideale, la perdita e l’abbandono dell’idea di bambino perfetto immaginato da sempre. Solo affrontando la situazione come un vero e proprio lutto si può accogliere a 360 gradi il figlio disabile, accettando la situazione e facendo i conti con le difficoltà causate dal problema. Con l’acquisizione delle nuove informazioni i genitori possono interagire correttamente e affrontare passo dopo passo la malattia con il giusto mood.  

Secondo passo: la corretta comunicazione e la resilienza 

La comunicazione della diagnosi da parte dei medici è fondamentale per affrontare correttamente la situazione. A volte il team medico, grazie agli esami specifici e obiettivi, può comunicare ai genitori in modo chiaro la diagnosi, permettendo così alla famiglia di elaborare il trauma e reagire. In alcuni casi però, quando gli esami clinici non sono chiari ed è difficile confermare una diagnosi, s’innesca un ciclo di speranza che può solo peggiorare la situazione, con la nascita di sentimenti contrastanti che vanno dalla disperazione alla speranza nell’attesa di una diagnosi certa e concreta. I tempi inoltre potrebbero essere lunghi, generando impotenza e paura nei genitori.

Il miglior modo per affrontare il problema è essere obiettivi, farsi supportare da professionisti ed essere resilienti. La resilienza è quella capacità che ogni persona ha nell’attivarsi e affrontare le difficoltà.

Quando in famiglia c’è un bambino disabile di solito i genitori si trovano impreparati nel vivere il quotidiano. Una delle prime preoccupazioni è la mancanza di autonomia del figlio, con il timore di non potercela fare da solo. 

Da ciò scaturisce eccessiva apprensione ed il rischio di diventare genitori iper protettivi, negando al bambino la possibilità di crescere a aprirsi al mondo esterno, senza autonomia. 

È fondamentale non chiudersi in sé stessi, ma superare la situazione e fare affidamento su supporti esterni, ma anche sulla famiglia. Lavorando correttamente è possibile rendere il bambino disabile autonomo, concentrandosi ogni giorno sulle piccole conquiste quotidiane. 

Terzo passo: le associazioni e le famiglie con bambini disabili

Sul territorio italiano ci sono tantissime associazioni e famiglie con bambini disabili con cui potersi confrontare. Spesso è proprio il medico o il servizio di supporto in ospedale ad orientare la famiglia. Potersi confrontare con genitori che hanno già affrontate le problematiche derivanti da un figlio disabile spesso sono una manna dal cielo. Poter capire con praticità cosa fare per rendere la vita del proprio figlio migliora e con il tempo elimina del tutto il senso di colpa. Inoltre il rapporto con altri bambini aiuta l’integrazione sociale. 

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