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Trasferire un anziano in casa di riposo: come farlo al meglio?

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Chi si occupa di un anziano non più autosufficiente sa cosa vuol dire prendere la decisione di trasferirlo in casa di riposo. Però in alcuni casi è la scelta migliore per garantire al proprio caro le migliori cure e il benessere di tutta la famiglia.

Di solito il trasferimento in una residenza per anziani è l’ultima spiaggia, un’opzione che non si considera in normali circostanze. I motivi sono due. Nel primo caso non tutti possono permettersi una retta mensile talvolta considerevole, in particolare quando la pensione non è sufficiente e devono contribuire economicamente i membri della famiglia. In secondo luogo invece i familiari si sentono in colpa, come se stessero facendo un torto al familiare abbandonandolo, tradendo la sua fiducia e la mancanza di riconoscimento. Diventa ancora più complicato quando l’anziano stesso è restio al trasferimento e si oppone alla scelta.

La propria casa non è solo un luogo in cui abitare, ma svolge un ruolo fondamentale nella costruzione e il mantenimento dell’identità. L’attaccamento anziano-casa contribuisce ad una serie di bisogni psicologici quali controllo ed uso esclusivo di uno spazio, conservazione della propria privacy e identità.

Quando si trascorre la maggior parte della vita in un luogo, questo diventa il posto sicuro, quello in cui poter mantenere a lungo la propria autonomia, sviluppando un morboso senso di attaccamento. Secondo alcuni studi i soggetti istituzionalizzati, in particolare quelli con diagnosi di demenza, se privi di stimoli, come accade in alcune strutture dove i soggetti vengono parcheggiati nel salone senza svolgere alcuna attività, subiscono un declino cognitivo quasi immediato.

I rischi del trasferimento in casa di riposo, riconoscerli e come evitarli

Inevitabilmente il trasferimento di un anziano in casa di riposo può provocare una serie di rischi che spesso sono ignorati dai familiari. Tra questi abbiamo:

-          Convivenza e socializzazione forzata con gli altri ospiti della struttura;

-          Mancanza di controllo sulla propria vita e difficoltà di adattamento alla routine;

-          Minaccia alla propria privacy, con una mancanza di spazio personale;

-          Rottura del rapporto con i propri cari.

Conoscendo questi rischi i familiari possono attuare tutta una serie di accorgimenti e strategie per migliorare e facilitare l’adattamento al nuovo ambiente.

La prima cosa da fare quando si decide di trasferire una persona anziana in casa di riposo, è informarla della situazione. Portandola direttamente sul luogo e facendole toccare con mano lo stile di vita della struttura, magari conoscendo anche le operatrici o gli operatori che lavorano li, può essere un metodo per ridurre lo stress da entrambe le parti.

Parlando con l’anziano/a è importante informala che all'inizio ci sarà un periodo di stress dovuto al cambiamento, ma che con l’aiuto dei familiari a propria disposizione passerà.

I familiari possono invece scegliere con cura la struttura. Oltre a garantire un’adeguata assistenza, è importante sapere se il soggetto potrà portare con se degli oggetti personali, se avrà autonomia decisionale in alcune fasi della routine o se potrà personalizzare la stanza. Inoltre preferendo residenze per gli anziani nelle vicinanze geografiche di dove si abita garantisce un senso di sicurezza.

Come verificare se il trasferimento sta andando a buon fine?

Dagli studi di psicologia dell’invecchiamento sono stati individuati alcuni indici di gradimento, che possono essere indicatori di un buon adattamento.

Il primo è la soddisfazione residenziale, che riguarda aspetti fisici e sociali dell’ambiente in cui si trova il soggetto. Avere una camera tutta propria oppure degli spazi semi privati di solito contribuisce ad accettare il trasferimento. Tra gli aspetti sociali ci sono le relazioni con gli altri ospiti, le interazioni con il personale e il coinvolgimento in tutte quelle decisioni che riguardano la propria salute.

Al secondo posto troviamo il senso di autonomia. Avere ancora la capacità di controllare se stessi o l’ambiente che li circonda è importante. Poter partecipare alla decisione del trasferimento in casa di riposo insieme ai familiari è di certo una buona cosa. Alcuni soggetti hanno inoltre il bisogno di sentirsi ancora utili. Per questo motivo può essere di enorme aiuto la possibilità di svolgere qualche piccolo compito in casa di riposo o aiutare chi è meno indipendente. Così facendo il soggetto si sente apprezzato e sa di avere un compito da svolgere che gli occupa la giornata.

Oltre questi indici i familiari devono accertarsi dell’andamento del trasferimento chiedendo sia al soggetto stesso che agli operatori un parere. È fondamentale che non ci sia un abbandono totale, ma che la famiglia resti comunque operativa andando a trovare il proprio caro, oppure quando non può, chiamarlo. Può sembrare una cosa da poco, ma una telefonata migliorerà di certo la giornata di chi la riceve.

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