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Paolo Palumbo: un disabile a Sanremo

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Chi dice che l’invalidità deve essere un freno alla creatività e all’arte? Quest’anno al 70esimo festival di Sanremo è stato un passo avanti nei confronti di chi porta il peso di una malattia degenerativa, ma che ha tanta voglia di farsi conoscere e realizzare i propri sogni! Emozioni forti per il giovane Paolo Palumbo, che si è fatto coraggio vincendo il timore di non essere capito, portando sul palco dell’Ariston una canzone, un messaggio di speranza per tutti gli invalidi e non!

 

Chi è Paolo Palumbo?

Nato nel 1997 ad Oristano, aveva un sogno grande come il suo cuore, diventare uno Chef d’importanza mondiale. Mentre si preparava per l’esame di accesso all’accademia di Gualtiero Marchesi ha avuto problemi al braccio e dopo diversi accertamenti, nel 2016 si è giunti alla diagnosi conclusiva che gli ha cambiato e stravolto la vita: era affetto da SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. 

La malattia però non l’ha fermato, anzi, pur essendo uno dei pazienti più giovani d’Europa e con i sintomi maggiormente invalidanti, grazie al fratello Rosario che diventa le sue braccia e le se gambe, ha sostenuto l’esame ed è stato ammesso all’accademia.

Nel 2019 ha deciso di dedicare del tempo anche ad altra passione da sempre, la musica. Grazie ad un sintetizzatore vocale creato ad hoc per il giovane, si è presentato alla selezione di Sanremo Giovani con il brano che ha cantato in mondovisione “Io sono Paolo”. Accompagnato dall’artista compaesano Cristian Pintus, conosciuto come Kumalibre, grazie alla sua tenacia e alla voglia di fare, oltre che ad un testo unico, è arrivato tra i pre finalisti di Sanremo Giovani.

Purtroppo la malattia l’anno scorso gli aveva compromesso le corde vocali, impedendogli di potersi esprimere. 

Paolo è da sempre un combattente, non solo per sé stesso ma per tutti i malati di SLA. Infatti il giovane ragazzo è già impegnato in un progetto intitolato “Sapori a colori”, un libro che raccoglie ricette semplice che possono poi essere omogenizzate e assunte tramite sondino naso gastrico.

 

Paolo sul palco dell’Ariston

Anche se la malattia gli ha tolto la voce, Paolo non si è lasciato scoraggiare. Grazie ad un comunicatore vocale si è fatto sentire con un messaggio forte. Il testo della canzone recita “Piacere sono Paolo / ho fretta di raccontare / scusatemi la voce da casello autostradale / sognavo di fare lo chef / ci sono riuscito / vedermi con la sedia a rotelle / ho parlato al G8 / e ora canto a Sanremo / Sono la montagna che va da Maometto / pur restando disteso nel letto / per volare mi bastano gli occhi / Credo e recito il rosario / ed è proprio lui a tenere lontano il mio sicario". Un brano diretto che colpisce tutti senza alcuno scampo.

In seguito all’esibizione ha spiegato che tutti i sogni sono realizzabili, ciò che lo impedisce sono i limiti che ci auto imponiamo in ognuno di noi. Precisa in mondovisione che “non si ritiene un ragazzo sfortunato”, ma “un ragazzo combattete che non si è in alcun modo arresto alla malattia”, spiega mentre il sintetizzatore vocale parla per lui.

In fine prima di lasciare il palco, con lo sguardo interroga tutto il pubblico con domande semplice, senza alcun giro di parole: “"Avete speso bene il vostro tempo? Avete detto a tutti "ti voglio bene"? Avete cercato un lavoro che vi faccia svegliare al mattino col sorriso?". 

Il progetto di Paolo con le scuole 

Dopo aver varcato il palco dell’Ariston, lo chef oristanese affetto da SLA sarà il fulcro di un nuovo progetto proposto dall’ex politica Nunzia De Girolamo. Dopo averlo ascoltato in tv, ha spiegato alla trasmissione “La vita in Diretta”, ha proposto al Ministro la possibilità di far girare Paolo e la sua canzone nelle scuole per  aprire un dibattito tra i giovani, per fargli capire che la vita è una e devono amarla, allontanando alcool e droga, spesso i principali fattori che rovinano la vita dei giovani e sempre più dei giovanissimi. 

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