CaroAnto, il metodo di potenziamento emotivo per famiglie con disabili

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News Data:
CaroAnto, il metodo di potenziamento emotivo per famiglie con disabili

In Italia i disabili in famiglia sono circa 3 milioni, pari al 5% della popolazione. La nascita di un figlio portatore di handicap porta con sé un carico di sofferenza che condiziona tutte le dinamiche familiari. In questa contesto, i fratelli sani sono spesso costretti a compromessi difficili.

Spesso vincolati a gestire difficili conflitti interni: gelosia, rabbia, paura, unite a un legame intenso verso il fratello disabile.  L'Associazione CaroAnto pensa anche a loro: un lavoro di anni con e per i disabili, le loro famiglie, i loro fratelli.

Il metodo CaroAnto

Esistono fondazioni, corsi e metodi di aiuto per le famiglie, intese in senso lato o, più specificamente, per i genitori. Ma i fratelli delle persone disabili vengono inglobati in generiche forme di soccorso e non è facile conoscere specifici centri d'aiuto per queste persone, che hanno particolari e precise difficoltà, condivisibili spesso  soltanto con altri fratelli di portatori di handicap.

E invece, tra i più interessanti, si sta diffondendo il metodo CaroAnto,  nato con lo scopo di  osservare, ascoltare, venire in soccorso dei disagi dei disabili, dei loro famigliari e dei loro fratelli, figli anche loro, ma fatalmente messi in secondo piano.

Il CaroAnto Studio è un centro di potenziamento emotivo: svolge sessioni di sostegno familiare in presenza di disabili e presto sarà un centro di formazione per educatori e altre figure professionali. Carolina Amelio, la fondatrice, laureata in Psicologia presso l'Università Hunter College di New York, ha conseguito la specializzazione in Psicologia clinica al City College University di New York e fa consulenze di sostegno individuale, familiare e di gruppo.

Dal 2012 effettua valutazioni psicologiche, potenziamento emotivo e cognitivo del disabile e sostegno familiare. Promuove incontri per genitori di "diversamente abili" e corsi di formazione per educatori negli Stati Uniti e in Italia.

"A noi, fratelli di ragazzi disabili, viene spesso dato fin da piccoli un ruolo adulto, il che crea involontariamente molte paure e preoccupazioni - spiega la psicologa Carolina Amelio, lei stessa sorella di un ragazzo disabile - Spesso abbiamo paura di causare ancora più problemi in una famiglia già enormemente preoccupata; così, tentando di essere maturi a un'età troppo giovane, rischiamo di diventare degli adulti difficili.

Cerchiamo di accelerare il processo naturale di crescita e, anche quando abbiamo dei genitori che ci amano e rispettano, le nostre paure e le nostre preoccupazioni persistono. Cresciamo avendo i nostri fratelli costantemente in mente".

"Il CaroAnto Method è importante per noi fratelli e per tutta la famiglia - racconta Francesca Burlando, 13 anni, sorella di un bimbo di 9 anni con la sindrome di Down -  Al centro del metodo c'è l'intera famiglia, le dinamiche che si creano quando nasce un figlio disabile. E ci siamo noi fratelli, lasciati un po' indietro per le preoccupazioni date dalla disabilita.

Con CaroAnto ci vengono riconosciute le nostre emozioni, il nostro vissuto, le preoccupazioni. É stimolante trovarsi con gli altri fratelli, confrontarsi con loro e raccontarsi. Non c' è nulla di simile e non ti sentì solo". I genitori sono spesso sostenuti da psicologi, neurologi e psichiatri che dovranno pagare di tasca propria, dal momento che lo Stato non dà quasi alcun aiuto a queste famiglie.  E intanto, spesso accade che i fratelli dei figli con handicap, accumulino rinunce, imbarazzi, sensi di colpa, fatali per le loro vite future.

Un metodo per capire e proteggere

Facilitare l'introspezione personale, le relazioni tra fratelli e le dinamiche familiari in presenza di un diversamente abile: questi gli scopi dell'associazione, i cui corsi sono divisi tra genitori e fratelli "normali". Per i genitori, il percorso studiato da Carolina Amelio è capire, individuare e proteggere. Capire le dinamiche emotive e  di relazione tra i figli non disabili rispetto ai fratelli con disabilità.

Individuare i bisogni di ogni membro della famiglia, tenendo conto del ruolo che questo ricopre all'interno della stessa. Proteggere i genitori, affinché imparino a scegliere un sostegno adeguato per dare spazio alle loro emozioni e per affrontare con consapevolezza il mondo esterno;  proteggere anche i figli non disabili, insegnando loro a sostenere lo sguardo, a volte indiscreto e indagatore, del mondo, su di loro.

Un progetto coraggioso ed innovativo, che LIFE riconosce in tutte le sue sfaccettature: umane, scientifiche e chiaramente inclusive. Auguriamo alla dott.ssa Carolina Amelio tutta la visibilità che merita, per il proprio obiettivo di promozione e diffusione del metodo CaroAnto.

Conoscevate già il Metodo CaroAnto? Cosa ne pensate? Per maggiori informazioni vi consigliamo di seguire la pagina Facebook Ufficiale del progetto.

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