Anziano inappetente: come stimolare l’appetito?
L’inappetenza negli anziani è un problema molto comune. Mangiare non è solo un’azione per sopravvivere, ma è un momento della giornata di raccoglimento e di pace con sé stessi. Il cibo permette di fornire al corpo l’energia sufficiente per effettuare tutte le funzioni fisiche ma anche di base. Quando però la mancanza di appetito diventa un problema, con conseguente sforzo per poter mangiare, il rischio è d’incorrere in un disturbo dell’alimentazione. Ma quali sono le cause dell’anziano inappetente? Come risolvere il problema? Scopriamolo insieme!
Perché l’anziano è inappetente?
L’inappetenza è un sintomo molto comune della terza età. Colpisce indistintamente maschi e femmine. Quando il corpo invecchia, sia a livello psicologico che fisico si creano diversi cambiamenti a catena che innescano anche delle trasformazioni sul fabbisogno nutrizionale. Il corpo invecchiando ha delle difficoltà nell’assorbire i principi nutritivi e utilizzarli correttamente, causando scompensi alimentari. Il primo segnale dell’inappetenza è la perdita di peso. Se l’anziano si presenta sciupato, con vestiti larghi, stress durante i pasti, allora è possibile che sia affetto da mancanza di appetito. I motivi possono essere diversi:
- Dimenticarsi di mangiare;
- Avere difficoltà nel fare la spesa;
- Problemi alla masticazione;
- Cibo poco invitante e stimolante;
- Depressione, solitudine o problemi psicologici;
- Assunzione di farmaci anoressizzanti;
- Difficoltà nel cucinare.
Quando una o più cause si attivano, oltre a pregiudicare l’appetito dell’anziano, il soggetto si espone al rischio di malnutrizione, per questo è fondamentale prestare attenzione all’alimentazione superata la soglia dei settant’anni.
Consigli contro l’inappetenza
Anche se stimolare l’appetito in terza età non è semplice, possiamo mettere in opera una serie di trucchi che ci permetteranno di rendere i pasti più piacevoli per i nostri nonni/e. La regola d’oro è fare pasti leggeri e frequenti. Nell’arco della giornata è bene fare tre pasti, in particolare mai saltare la colazione. Se l’anziano si lamenta subito di essere pieno meglio ridurre le porzioni e aumentare il numero dei pasti da 3 a 5. Bere molto aiuta a tenere idratato tutto l’organismo. Invecchiando si perde lo stimolo della sete, quindi bere diventa più difficile. Dieci bicchieri al giorno sono il minimo. Vanno evitati gli alcolici, i superalcolici e le bevande gassate e ricche di zuccheri.
Mangiare in compagnia rende il momento dei pasti più piacevoli. Spesso infatti essendo soli si scocciano di dover cucinare, ma ancor peggio sedersi a tavola in solitudine.
Attenzione ai farmaci che vanno assunti prima di mangiare. Questi possono avere un sapore sgradevole che altera il gusto e rende il cibo poco invitante. Dopo l’assunzione dei farmaci è consigliabile lavare i denti oppure sciacquare la bocca così da eliminare i residui del farmaco assunto.
Per raggirare il problema della perdita del gusto quando si cucina utilizzare le spezie permette di dare maggior sapore senza eccedere con il sale.
Cosa far mangiare all’anziano inappetente?
L’alimentazione degli anziani segue delle regole base che vanno poi modificare ed adattate a secondo dello stato di salute del soggetto. In linea generale è consigliabile consumare proteine ad alto valore biologico che permettono di tenere i muscoli in buono stato e secondo alcune recenti ricerche, accelerano i tempi di guarigione delle piaghe da decubito. Queste proteine le troviamo nei legumi e nella carne. Anche il ferro deve essere assunto quotidianamente. I carboidrati da preferire sono quelli complessi, evitando gli zuccheri semplici, ancora meglio se integrali.
Ogni pasto dovrà essere completo di carboidrati, proteine, grassi e vitamine. Per quanto riguarda i grassi da eliminare quelli animali, come burro e strutto, meglio il buon vecchio olio extra vergine di oliva. Ad esempio è possibile accompagnare della pastina al sugo con un cucchiaio di ricotta, oppure il brodo con delle polpettine. Attenzione alle consistenze, se l’anziano ha difficoltà di masticazione meglio optare per creme, purè e frullati.
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