A Reggio Emilia nasce K-Lab, lo spazio pieno di creatività inventato da una mamma
Talvolta sono le idee più semplici e coraggiose a cambiare, sul territorio, la nostra sensibilità ed il nostro impegno verso le persone affette da disabilità. Un esempio in questo senso estremamente rappresentativo è il K-Lab nato a Reggio Emilia, un luogo dove preziose idee incontrano la disabilità e l'inclusione.
K-Lab può essere definito come un laboratorio “diversamente creativo”, che sviluppa progetti di comunicazione e design di elevato profilo attraverso le capacità inaspettate di ragazzi disabili, riconoscendo loro valore professionale, canalizzando le loro risorse in modo produttivo verso il mondo del business, dando dignità e giusto riconoscimento economico al loro talento. Un progetto dove la “differenza” si fa sinonimo di collettività e che i ragazzi stessi definiscono come un'occasione per un futuro più intelligente.
Come nasce il progetto
L’ambizioso progetto K-Lab nasce da una mamma-designer innamorata della mente e del cuore di un figlio molto speciale, da un art director con la voglia di dare forma ad un sogno e da tante altre persone eccezionali, che hanno saputo guardare oltre le apparenze e credere nel progetto.
Altro obiettivo non dichiarato ma evidente è quello di non lasciare mai più sole le famiglie ed i ragazzi, lasciando cadere nella marginalità di una realtà tanto complessa gli incredibili talenti professionali.
Gli obiettivi
Quelli che talvolta vengono etichettati come i
ragazzi zitti (a causa di handicap motori o disturbi del comportamento), arrivano a esprimersi e raccontarsi solo attraverso la scrittura grazie a una tecnica precisa, la “Comunicazione Aumentativa Alfabetica del Linguaggio”, che permette loro – dopo formazione, lavoro e tanto allenamento – di uscire dal silenzio.
Con la collaborazione di educatori, facilitatori, neuropsicomotricisti da una parte, e di designer, stilisti, illustratori, grafici dall’altra, K-Lab favorisce e sviluppa una rete professionale e creativa di alto profilo da mettere al servizio delle imprese e delle istituzioni. E restituisce all’economia e all’impresa un’anima etica.
Le cornici e gli oggetti in legno sono creati e realizzati dal laboratorio di falegnameria dell’Indaco, dove ragazzi disabili fanno attività pratiche e creative. Le lampade (realizzate da Attica Design) e la collezione di piatti distribuiti da Rossana Orlandi, insieme alle buste di carta di Essential e le t-shirt, sono tutte produzioni con le frasi e i pensieri di questi ragazzi speciali.
“Nubi, io aspiro al sole” o “Solo se fatti di luce possiamo spegnere il buio” sono alcune delle frasi stampate dentro a cornici di legno riciclato che abbiamo visto su una parete di una delle stanze di Cascina Cuccagna durante la Milano Design Week.
LIFE è convinta che la disabilità possa essere affrontata anche attraverso (anzi, soprattutto) la creatività e l'arte: esprimere se stessi attraverso la realizzazione di piccole opere uniche risponde a quella esigenza di inclusione che ogni società dovrebbe vantare.
Voi che ne pensate? Siete convinti quanto noi di questo progetto così ambizioso?
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