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Parkinson negli anziani: consigli per chi assiste il malato

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Assistere un familiare o un amico affetto da Parkinson non è semplice, in particolare quando la malattia progredisce in modo rilevante. Il morbo di Parkinson, chiamato così dal nome del chirurgo James Parkinson che per primo ne ha descritto i sintomi, è una malattia appartenente al gruppo dei disordini del movimento. Colpisce il cervello impedendolo di controllate i movimenti, l’equilibrio, il parlare e lo scrivere. Agli esordi del problema il soggetto riesce abbastanza autonomamente a prendersi cura di se stesso, ma quando la malattia degenera o colpisce un soggetto anziano, la necessità di assistenza è fondamentale. Il caregive, ovvero la figura che si prende cura del malato, è fondamentale e talvolta essenziale nell’assistenza e sostegno agli anziani malati di Parkinson.

I caregives nell’assistenza agli anziani affetti da Parkinson

Chi offre supporto e assistenza a chi soffre di Parkinson svolge un ruolo fondamentale nella vita dei soggetti malati. Il ruolo di queste figure professionali e non consente all'anziano di avere un punto saldo, un supporto sia fisico che psicologico, in particolare quando si scopre del problema e si tende a crollare psicologicamente al solo pensiero di dover affrontare il lungo e travagliato percorso.

In Italia esistono tantissime associazioni no profit specializzate in assistenza ai malati di Parkinson. Qui malato e familiari possono recarsi per avere supporto, ascoltare i consigli importanti che contribuiscono a migliorare la vita dell’anziano e del familiare, amico o professionista che affronterà il percorso.

All’inizio, il morbo di Parkinson non causa grandi cambiamenti nella vita del soggetto, ma con il progredire della malattia la situazione cambia. Ed è qui che si consiglia ai caraviges di seguire una serie di consigli e attuare delle strategie per poter offrire il massimo supporto e garantire una vita quanto più semplice possibile.

Parkinson negli anziani: cinque consigli utili per aiutarli

Gli anziani affetti dal Morbo di Parkinson solitamente reagiscono chiudendosi in se stessi, s’isolano dagli altri ed entrano in una bolla di depressione, non sentendosi più adeguati a vivere nella società, poiché hanno molte difficoltà di linguaggio e comunicazione. Il compito dei familiari, degli amici o del professionista che supporta e assiste il soggetto è di fornire un aiuto non solo fisico, ma anche psicologico, spronandolo nel comunicare anche quando le difficoltà si fanno sentire.

La prima cosa da fare quando si comunica con un paziente anziano affetto da Parkinson è guardarlo negli occhi, dedicargli attenzione. Siediti difronte così da poter osservare le labbra e capire con facilità ciò che dice.

Se dovesse esitare o avere difficoltà non interromperlo, si paziente ed aspetta che abbia finito, senza dargli ansie. Concedigli tutto il tempo necessario, essere pazienti è fondamentale.

Quando il soggetto parla, ogni tanto fai cenno di sì con il capo, così che l’anziano sappia che stai capendo. In caso contrario, fagli sapere che non hai capito, riprendi la frase da ciò che hai compreso e attendi che te lo ridica.

Incoraggialo a parlare a voce più alta e ad un utilizzare un linguaggio semplice, come per un telegramma. Poche parole ma di facile comprensione. In caso di grosse difficoltà chiedigli di scandire parola per parola.

In fine, se le problematiche nel parlare fossero gravi, puoi utilizzare un mezzo di supporto come un foglio di carta e una penna, oppure in alternativa optare per un tablet.

Come gestire la vita di un anziano malato di Parkinson

I farmaci

Una delle difficoltà che incontra chi assiste un anziano affetto dal Morbo di Parkinson è gestire i farmaci. Il primo consiglio utile, al contrario di ciò che si pensa, è lasciare i medicinali nel proprio contenitore originale.

Crea una lista di tutti i farmaci che l’anziano deve assumere giornalmente, così da poterla consultare in caso di titubanza o fornire supporto se debba somministrarglieli un’altra persona al tuo posto.

I promemoria sono utilissimi per non dimenticare l’ora in cui assumere il farmaco. Porta la lista con te agli appuntamenti con il medico, in particolare se non è al corrente della situazione.

La dieta

Il piano alimentare è molto importante, in particolare se il soggetto malto è in sovrappeso. In tal caso è fondamentale intraprendere un percorso finalizzato alla perdita di peso. I chili di troppo infatti possono limitare ulteriormente i movimenti già messi all’angolo dalle difficoltà di equilibrio dovute al Parkinson.

Se si verificassero problemi di deglutizione, cambiando la tipologia di alimenti si possono fornire al soggetto i nutrienti necessari senza ricorrere all’alimentazione con sondino. Cibi più liquidi come zuppe e minestre aiutano tanto.

Anche l’eccessiva salivazione dovuta alla malattia può causare difficoltà nella deglutizione, perciò è opportuno limitare il consumo di alimenti che la fanno aumentare.

Lo stile di vita

La terapia fisica può essere di grandissimo aiuto. La fisioterapia, da svolgere a casa o in studio, può aiutare e facilitare i movimenti. Affidarsi ad un professionista è fondamele poiché ogni soggetto ha delle difficoltà motorie diverse.

Per gli anziani attivi che svolgono attività fisica da sempre, è importante non limitarli ma fornirgli assistenza. Ad esempio chi è abituato a fare nuoto non deve essere limitato per la paura di un episodio di freezing (blocco motorio) improvviso. Basta semplicemente andare con lui in piscina, avvisare i bagnini e prestare attenzione.

In casa potrebbero sorgere difficoltà nell’entrare nella vasca da bagno o nel sedersi sul water. In tal caso basterà adattare l’ambiente al malato, fornendo punti di appoggio, maniglioni, wc più alti e vasche o docce idonee.

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