Sopra:

Cambio di stagione: come prevenire problematiche negli anziani

person Pubblicato da: Valeria Iavarone list In: News

Quando arriva quel periodo dell’anno in cui c’è il cambio delle stagioni, in particolare tra estate ed autunno, le persone anziane non riescono semplicemente ad adattarsi al cambiamento. Le temperature si abbassano, le ore di luce diminuiscono e gli sbalzi improvvisi di temperatura, insieme a temporali e forti piogge possono causare stress, ansia, nervosismo, sonnolenza o difficoltà a dormire, sintomi che si accentuano nei soggetti affetti da demenza senile, Alzheimer, o disturbi ansiosi-depressivi. Questo cambiamento non riguarda solo l’aspetto psicologico, ma anche quello fisico, poiché l’organismo ha bisogno di tempo per adattarsi alla variazione. Affrontare questo periodo di transizione, per i soggetti più delicati può essere traumatico. Esistono però dei rimedi che permettono agli anziani di vivere il cambiamento in modo più sereno, riducendo la sintomatologia e tutti quei comportamenti che derivano dal cambio di stagione.

Disturbo Affettivo Stagionale: cos’è e quali sono le cause

Il Disturbo Affettivo Stagionale, in inglese Seasonal Affective Disorder (SAD), è uno squilibrio che interessa secondo gli studi ben 3 milioni di persone in Italia, con incidenza maggiore per le donne rispetto gli uomini. Legato al periodo autunnale/invernale, questo disturbo appartiene ad una branca delle patologie depressive, che però si manifestano solo per specifici periodi dell’anno. Diverse sono le cause della SAD, ma la principale è legata all’accorciarsi delle giornate. Quando il sole tramonta presto e la quantità di luce è minore rispetto all’estate o alla primavera la produzione di neurotrasmettitori e ormoni, rispettivamente serotonina e melatonina, viene alterata destabilizzando l’equilibro del cervello

Gli studiosi hanno affermato che la correlazione tra lo squilibrio chimico del cervello e la mancanza di luce, è confermata dall’insorgenza del disturbo nelle popolazioni che vivono in una determinata area geografica. Il riferimento è stato relazionato per tutti qui paesi del nord Europa che subiscono maggiormente l’accorciarsi delle giornate e la diminuzione delle ore di luce. Infatti secondo le statistiche, più si vive lontani dall’equatore, più la popolazione soffre della patologia, tanto da raggiungere il picco del 10% degli individui nei paesi scandinavi.

Sintomi della SAD e rischi per gli anziani 

Lo squilibrio di neurotrasmettitori ed ormoni a livello celebrale causa tutta una serie di sintomi che agiscono negativamente sull’aspetto sociale e relazionale di un individuo. I principali sono:

-      Preferenza nel restare soli ed evitare occasioni per socializzare;

-      Non avere voglia di svolgere le attività quotidiane o i soliti passatempi;

-      Irritabilità e nervosismo;

-      Senso di stanchezza e sonnolenza diurna;

-      Insonnia o ipersonnia (mancanza o eccesso di sonno);

-      Maggiore appetito o indifferenza al cibo.

Negli anziani, in particolare per i soggetti che vivono da soli, questo periodo dell’anno va affrontato dai familiari con il massimo dell’accortezza. Una persona affetta da SAD lasciata a sé stessa può sviluppare: disturbi alimentari, scarsa cura di sé e dell’ambiente in cui si vive, abbandono della terapia farmacologica, angoscia, depressione e per i casi più gravi tendenze autolesionistiche.

Consigli per affrontare il cambio di stagione 

Essendo la SAD una patologia di cui ancora non si conoscono tutte le cause, non è nota una terapia univoca che vada a risolvere i sintomi per tutti. In particolare negli anziani il trattamento può variare a secondo del soggetto. Ci sono però delle linee generali che i familiari o chi si occupa del paziente possono attuare per diminuire il rischio d’incorrere nel Disturbo Affettivo Stagionale.

La prima regola principale è mai lasciare l’anziano da solo per un lungo periodo di tempo. Chi non riesce personalmente a far compagnia al soggetto a causa del lavoro, famiglia o impegni vari, può assumere del personale qualificato oppure iscrivere il familiare in un centro diurno per gli anziani. In queste strutture avrà modo di socializzare, essere impegnato e fare attività che lo distraggono dalle proprie ansie.

Un po’ di regolare attività fisica, meglio se in compagnia può solo far bene. Ovviamente non parliamo di sessioni di sport, ma una camminata al parco al mattino in una bella giornata di sole o della ginnastica dolce in acqua presso un centro sportivo.

La combinazione socializzazione e sport è il metodo migliore per combattere il cattivo umore provocato proprio dal cambio di stagione. 

Cambio di stagione nei soggetti affetti da Alzheimer

Negli anziani affetti da Alzheimer i sintomi della SAD possono causare ulteriori problematiche. Il rischio principale è una maggiore perdita dell’orientamento e l’incapacità di riconoscere il luogo in cui si trovano. Con l’accorciarsi delle giornate il paziente potrebbe perdere il senso del tempo e confondere gli orari delle abitudini quotidiane.

Anche per chi è malato di Alzheimer il consiglio per alleviare i sintomi del Disturbo Affettivo Stagionale è rimanere fisicamente attivi, camminando in compagnia per 20/30 minuti al giorno ed effettuare delle attività di socializzazione. In aggiunta, è buona regola equipaggiare i propri cari con un braccialetto d’identificazione o un sistema GPS per localizzare il paziente in caso di mancato ritorno a casa o di perdita dell’orientamento. 

Commenti

Nessun commento in questo momento!

Lascia il tuo commento

Domenica Lunedi Martedì Mercoledì Giovedi Venerdì Sabato Gennaio Febbraio Marzo Aprile Può Giugno luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre